Civitanova e Macerata sulla stessa linea d’onda:

-“NO ALLA MORATTI!”-

 

Venerdì 28 Ottobre ho osservato attentamente i giovani riuniti in piazza XX settembre, attraverso le foto, i discorsi, i volti e ho capito che quella non era una manifestazione come le altre.

Percepivo una consapevolezza nuova, non più indifferenza ma voglia di affermare la propria opinione e gridare:-“Io c’ero!”-.

Qualcosa era cambiato. L’ho visto parlando con i ragazzi del collettivo civitanovese “Il Siero”: la luce che traspariva dai loro occhi, l’impegno speso nell’organizzare la manifestazione, la volontà di costruire dei contatti con il nostro collettivo maceratese.

In pochi giorni, senza la disponibilità di un luogo dove potersi riunire, sono stati capaci di portare in piazza un corteo di giovani che Civitanova non vedeva da tempo.

La manifestazione pulsava di vita, di ragazzi e ragazze arrabbiati e delusi, disposti a costruire un nuovo futuro.

 Per le vie del centro si respirava un’aria di partecipazione: uno parlava al megafono, alcuni ballavano, altri si mettevano in posa per le foto davanti agli striscioni ironici.

Venerdì abbiamo capito che Macerata e Civitanova sono due realtà studentesche che possono coesistere e aiutarsi tra loro. Forse non c’è mai stata vera rivalità.

Questa occasione ci ha dimostrato quanto sia importante superare la diffidenza e collaborare insieme per i nostri diritti.

L’entusiasmo partito da Roma, sta infiammando tutte le scuole d’Italia, ed è arrivato finalmente anche nelle Marche...ma non è abbastanza. C’è ancora tanto da fare: dobbiamo decidere come continuare la nostra mobilitazione e soprattutto, come riuscire a coinvolgere gli studenti che vivono TUTTORA nella più totale apatia verso questi temi.

Siamo pronti a riprenderci la nostra scuola: pubblica, laica e capace di promuovere pace e tolleranza.

Contro una riforma che non tiene conto della nostra individualità, che crea studenti di serie A e di serie B, che elimina l’idea stessa di obbligo scolastico, siamo scesi in piazza e continueremo a farlo.

Siamo tutti coinvolti! Cosa stiamo aspettando a far sentire la nostra voce?

Luna Simoncini

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